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Il nostro io virtuale
di Rodolfo Marchisio

  Il nostro io virtuale. - Il concetto di realtà - ConclusioniBibliografia


Concludiamo le nostre riflessioni sul virtuale, andando a vedere cosa ne pensano la psicologia e la psicoanalisi.

Da un punto di vista psicologico il dibattito sulla realtà virtuale e su come essa cambi il nostro concetto di realtà è stimolante e cercherò di darne conto attraverso alcune letture.

Il virtuale fa parte dell’essere stesso, viene definito come una modalità dell'essere (Caronia, Telema 16 in www.fub.it/telema)

o viene definita identità virtuale il sè frammentato che emerge dal rapporto vissuto all'interno della rete (S.Turkle, ibidem).

Il virtuale sarebbe il luogo dove noi sperimentiamo la pluralità degli aspetti del nostro io frammentato (Turlkle).

La psicologia vede la Realtà virtuale spesso come potenzialità di nuove esperienze e relazioni. Entrare in rapporto ed in rapporti nuovi con personalità diverse e con diversi aspetti della nostra personalità. Una personalità che diventa multipla, ibrida, creativa.

Tenendo conto che la rete e la rv sono una specie di mondo parallelo che comunica con noi attraverso le tecnologie, ma anche e soprattutto la mente, le emozioni, i rapporti con le persone

Tenendo conto che in rete, ad esempio, contrariamente al solito conosciamo prima l'anima e poi (e qualche volta mai) il corpo delle persone (Merciai). Pensiamo alle esperienze fatte attraverso la posta elettronica, le chat, i forum.

Il virtuale può anche essere considerato un tentativo onnipotente di annullare i limiti del reale (Merciai) e di vivere oltre il nostro corpo.

Ma può essere anche una sorta di adolescenza della vita, un luogo del gioco in cui si sogna e si provano azioni ed esperienze senza portarne le conseguenze (come nei MUD, nei giochi di ruolo ecc..).

Una interessante prospettiva è anche quella di chi osserva che la realtà virtuale ci permette di costruire mondi personalizzati in cui vivere e agire (Telema n.16 in www.fub.it/telema)

Le potenzialità della Rv starebbero nel suo potenziale ludico, di provare sensazioni ed esperienze inedite, di svelare prospettive non percepibili altrimenti.

Secondo Caronia, il virtuale può certamente essere utile per ampliare le nostre esperienze e le nostre sensazioni.

Ma può essere, egli teme, spesso pericoloso e portare a patologie attraverso la perdita del senso della realtà, dell'azione. L'importante è ovviamente preservare la nostra facoltà di discernimento fra reale e immaginario, concreto e astratto.

Dobbiamo tenere presente che la conoscenza comunque non è indipendente, ma relativa all'attività psichica del soggetto.

Già Freud aveva proposto il concetto di realtà psichica: la psicoanalisi non ricerca la realtà oggettiva, concreta, ma il vissuto emozionale (non cosa succede, ma come una persona vive le cose che gli succedono).

Non è tanto importante stabilire se una cosa è successa davvero, ma confrontarsi con le emozioni ed il vissuto del paziente di fronte ad un evento.

Un concetto di realtà quindi già fantasmatica, sublimata, virtuale.


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Il concetto di realtà

Come abbiamo già osservato nell’articolo precedente (vedi archivio degli articoli nella edizione del sito "solo testo"), forse non ha più molto senso domandarsi se esista una realtà (In sè) al di fuori della conoscenza che abbiamo di essa; è comunque vero che si conosce solo per modelli, per interpretazioni della realtà e che il concetto stesso di realtà è inquietantemente in dubbio.

Cioè noi conosciamo la realtà solo attraverso i modelli di essa che la nostra mente, la nostra psiche si riescono a costruire. Al di fuori di questo quindi forse non esiste la realtà. O se esiste non possiamo raggiungerla e quindi non ci interessa.

La realtà virtuale allora è una realtà come l’altra, solo diversa e nuova; e ci offre nuove possibilità ed esperienze (cfr anche le tematiche del film Nirvana di G. Salvatores)


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Conclusioni

1- Le novità della rete da questo punto di vista sono due:

  1. E’ soprattutto una rete di rapporti significativi (anche emotivi, psicologici, relazionali) fra persone
  2. Dà spazio alla potenziale crescita di una intelligenza diffusa, collettiva e connettiva

2- Il concetto di realtà è cambiato nel rapporto con le tecnologie e la rete soprattutto e nel confronto con le nuove esperienze della mente, delle emozioni, della relazione, della psiche che esse ci offrono

3- Scopriamo di avere un io diverso (ipertestuale, frammentato) con possibilità nuove di esperienze e relazioni.

4- Reale e virtuale non sono in contrapposizione, non sono il bene e il male, il positivo ed il pericoloso, il sicuro e l’incerto, ma due tipi di esperienze, di modellizzazioni, di conoscenze di realtà diverse

5- Dobbiamo ancora esplorare il rapporto fra reale e virtuale e fra virtuale e immaginario, sapendo che in rete troviamo nuovi modi di sintonizzarci con la nostra mente, nuovi modi di sperimentare lo spazio e il tempo ed un nuovo grosso ruolo della fantasia.

6- La realtà virtuale non è contrapposta al reale, ma sono modi nuovi, che conviveranno, di esperire il nostro corpo, la nostra mente, la nostra sfera emotiva conscia e inconscia ed il nostro rapporto con gli altri

7- Di queste nuove possibilità e di questa maggiore complessità dobbiamo essere consapevoli quando parliamo di realtà e del concetto di realtà nel terzo millennio.

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Bibliografia.

  1. Fondamentale il numero 16 di Telema,della Fondazione Bordoni, di Milano dedicato solo a questo argomento che si trova in rete all’indirizzo sopra citato.
  2. Fondamentale anche di S. Turkle, La vita sullo schermo, 1996. Edizioni Apogeo
  3. Molto importante l’intervento di S. A. Merciai al 3 Forum Biblioteca Virtuale

"Inter net o Inter Nos", dal titolo: "Una rete di persone: aspetti psicologici e relazionali dei rapporti in rete".che rimanda anche ad una ricca bibliografia in rete.

Gli atti sono curati su Cd dal Comune di Moncalieri, Assessorato alla cultura, curatore G. Tartara

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