di Elena Manzi (dal Forum di Moncalieri)
Quando mi hanno chiesto di intervenire in questo forum credo di aver accettato per stima e affetto verso gli organizzatori ma soprattutto per la convinzione etica che anche se è difficile trovare "le parole per dirlo" , sia necessario e improrogabile affrontare pubblicamente le problematiche che ruotano intorno a tanto ricorrenti quanto vuote parole:
multimedialità e disabilità, accessibilità
e fruizione, uguali diritti all’istruzione e alla cultura.
Oggi sono quindi con voi per proporvi una semplice testimonianza fatta di frammenti di pensieri, dubbi, sensazioni personali che hanno attraversato la mia esperienza di disabile in biblioteca, nonostante la scarsa armonia tra il mio vivere la condizione dell’ handicap con il ritrovarmi a parlare pubblicamente, concetto in cui è insito il ritenere di poter ancora comunicare qualcosa di socialmente interessante.
Tale posizione non scaturisce da un ritardato quanto consunto ritorno al "pensiero debole", ma dall’assenza, intrinseca alla disabilità, di un ruolo sociale strutturato,assenza che avvilisce il desiderio di comunicare; il muro sembra insuperabile e la percezione che l’interesse degli altri verso la possibilità che nuovi strumenti ridonino opportunità di integrazione al portatore di handicap ricopi quello del "Grande Fratello" dove si guarda, si partecipa con false emozioni e poi si dimentica.
E allora la riflessione che oggi volevo portarvi circola proprio intorno a questa tematica che è poi è semplicemente interrogarsi sulla motivazione di un disabile a spingersi, nel senso letterale della parola, sino ad una biblioteca, luogo storicamente deputato all’incontro con il mondo del sapere che è poi è quello dell’incontrare, della scoperta, come possibilità di crescita con altri, parte viva
di una società complessa.
La cultura è libertà di pensiero mentre la
disabilità, con il suo portato di dipendenza, è prigione nel proprio corpo, perdita, mancanza e dolore.
Proviamo insieme, mi piacerebbe raccogliere le vostre immagini mentali, a ritrovarci tutti, non temete solo per pochi minuti, affetti o
improvvisamente colpiti da una disabilità invalidante (ognuno ne scelga una qualsiasi) motoria e/o sensoriale, e soffermiamoci a coglierci in un giorno qualsiasi in cui decidiamo di recarci in biblioteca (ognuno pensi alla sua casa e alla biblioteca che normalmente frequenta):
- stiamo cercando un libro perché il nostro computer ci ha indicato una novità
editoriale e desideriamo conoscerla o improvvisamente nella nostra memoria
sono ricomparse tracce di un ricordo di un testo e vogliamo ritrovarlo.
- comprimiamo in un minuto le due o tre ore di fatica della preparazione e del percorso
per giungere al luogo prefissato.
- siamo arrivati: e allora dov’è l’ingresso accessibile, il campanello da suonare
è troppo in alto o non segnalato…….
- siamo
entrati: inizio del disagio, un misto di vergogna e di inadeguatezza prende il sopravvento:
- ci chiedono di lasciare lo zaino (dentro abbiamo i nostri strumenti informatici dove premurosamente vi era il titolo e la collocazione del testo ricercato e che ci sono indispensabili per prendere appunti o per renderci possibile leggere o prelevare un libro, per non parlare dei cateteri se dovessimo andare in bagno, e altri ausili indispensabili per poter sopravvivere)
- ci consegnano un foglio da compilare (non possiamo scrivere a mano e/o non vediamo neanche il signore X che ci porge il biglietto); facciamo finta di niente, lo prendiamo, lo riponiamo in una tasca e siamo sempre decisi a raggiungere
il nostro scopo, quello per cui da almeno tre ore, se abitiamo vicino alla biblioteca e non abbiamo problemi di spostamento, ci siamo diligentemente
preparati. Abbiamo già stampato a casa titolo,collocazione ecc. Vi assicuro è più oneroso,faticoso che andare a prendere un volo
a Caselle da soli e vi lascio immaginare e riflettere sulle motivazioni di questa non necessaria quanto inutile tappa di sopravvivenza
- raggiungiamo la stanza giusta, siamo anche capaci di superare ostacoli umani che sembrano impiantati appositamente per vedere se superare la prova di accessibilità
- e adesso ci chiedono il foglio compilato; che fare: il nostro documento e il foglio stampato con i riferimenti, che ci siamo premurosamente ricordati di prelevare dallo zaino prima di consegnarlo, i computer nella sala distribuzione
non sono accessibili e non riuscite ad utilizzarli per mancanza di adattamenti, tralasciando gli schedari impossibili da consultare, non gli interessa…tutto deve essere scritto su quel minuscolo quanto prezioso e sacro foglietto (altrimenti ripartiamo dal punto 1 )
mi auguro che abbiate già la tessera d’iscrizione della biblioteca ( in caso contrario vi consiglio di tornare a casa e rinunciare o mettere
in conto tempo e energie non misurabili.
- da sotto il bancone della distribuzione, con timidezza e vergogna confidate nell’intervento
di qualcuno, che non abbia ancora fatto la buona azione quotidiana della giornata, che vi compili quel pezzettino di carta, password indispensabile per accedere al servizio, altrimenti per gli altri siete invisibili o troppo ingombrati;
voi la vostra carrozzina, il foglietto nelle mano... abbiate cura che non vi cada (altrimenti ripartiamo dal punto 1); "senza quel foglio non potremmo
fare le statistiche che ci permettono di quantificare l’affluenza e quindi di conoscere l’apprezzamento del servizio da parte del cliente" vi potreste sentir dire da quegli strani personaggi, dipendenti, lavoratori socialmente utili, che ti accolgono come se tu fossi capitata inopportunamente a casa loro ( un venditore porta a porta) e non in un servizio pubblico
- Non vi preoccupate se la persona che gentilmente vi compila il famoso foglietto
utilizza una tonalità di voce mielosa, forte e scandisce lentamente le parole; è convita che il disabile sia deficiente e forse anche sordo.
Ringraziate e mettetevi in coda
- Finalmente il foglietto è compilato e adesso vi tocca la prova di pazienza e tolleranza;
ripensatevi bambini sotto il bancone del panettiere a mendicare una merenda
sospinti da una folla di sederi e piedi enormi che vi calpestano e aspettate
- Siamo arrivati, il biglietto è passato nella mano giusta e attendete perché qui ciò che conta è la fortuna; il libro è in prestito, non si può portarlo a casa perché è in copia unica, o peggio non è in quella biblioteca (non è vero perché il computer lo riporta, magari c’è un edizione successiva o si è
perso); ma non avete il diritto a sapere e oramai sapete di essere in un posto che non vi vuole accogliere e vi conviene abbandonare il campo.
- Se vi consegnano il testo il consiglio è di portarselo a casa, anche se per la consegna dovrete ripartire un altro giorno dal punto 1 di questo gioco dell’oca, la sala lettura vi serve a poco, anche se siete riuscite a rientrarvi,
tavoli troppo alti o troppo bassi, non avete strumenti che vi consentano di prendere appunti e poi potreste avere bisogno di andare in bagno; fortunatamente quello per disabili non ha lo specchio..
- Se riuscite a andarvene, non dimenticatevi di lasciare il biglietto e ritirare lo zaino, con quello che cercavate non vincete nulla ma sono sicura che avete le capacità di partecipare a qualsiasi a gare di sopravvivenza.
- Intanto di quel libro che avete letto non avrete la possibilità di parlane con nessuno e allora è solo un difficile esercizio.
Multimediali in carrozzella era il titolo di questo mio intervento che spero abbia lasciato in voi domande e interrogativi sul "che fare", non dimenticando che il creare opportunità alla partecipazione alla vita sociale e culturale dei disabili traccia un percorso che, provate a ripercorre, garantisce accessibilità e fruizione a tutti.
I suoi scaffali registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici
(numero, anche se vastissimo, non infinito)
cioè tutto ciò ch'è dato di esprimere, in tutte le lingue. Tutto: la storia minuziosa dell'avvenire,
le autobiografie degli arcangeli, il catalogo fedele della Biblioteca, migliaia e migliaia
di cataloghi falsi, la dimostrazione della falsità di questi cataloghi, la dimostrazione della falsità del catalogo fedele, l'evangelo gnostico di Basilide,il commento di questo evangelo, il commento del commento di questo evangelo,il resoconto veridico della tua morte (…)
JORGE LUIS BORGES La biblioteca di Babele