edutainment - linearità e ramificazione: luoghi comuni e possibilità concrete
linea
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7. Ambienti di produzione ipertestuale

In parziale contravvenzione a quanto dichiarato all'inizio, ecco un paragrafo dedicato alla tecnica. La ragione è del tutto soggettiva. Chi si occupa di ipertesti passa buona parte del suo tempo a cercare - di solito invano- uno strumento perfetto per progettarli e realizzarli. In alcuni momenti, presi dallo sconforto, si arriva a pensare di costruire uno strumento (LO strumento) che abbia tutte le caratteristiche irrinunciabili che mancano in quelli esistenti e nessuno dei loro vizi.

In uno stimolante articolo apparso su First Monday, Alex Soojung-Kim Pang parla della necessità di superare la prima teoria ipertestuale, quella storica di Landow e Bolter.

(…) hypertext, while a breathtakingly radical and even noble technology, doesn't actually exist, though hypertext theory is based on the assumption that it does. Versions of some of hypertext's features can be found in software programs like Storyspace and Intermedia, on CDs, and on the World Wide Web. But none of these is hypertext as described in the literature.

Effettivamente, se si guarda ai cataloghi di software della maggiori case editrici elettroniche (o neo-elettroniche) non esistono software di scrittura ipertestuale. E' vero che gli strumenti per l'assemblaggio digitale sono sempre più dotati di capacità di link di alto livello. Per esempio, Word consente di inserire links a parti dello stesso documento, ad altri documenti Word, a ad altri file (tramite la tecnologia OLE) o a siti Internet. Ma si tratta di funzioni laterali, aggiuntive, non strutturali. Si continua a scrivere linearmente e poi, forse, si aggiungono degli abbellimenti ipertestuali.
E allora come sarebbe possibile trovare in circolazione degli ipertesti?
In altre parole, le maggiori case editrici non fanno credito ai produttori di cultura (ricercatori, scrittori, giornalisti, ma anche insegnanti, etc.) di essere in grado di sfruttare un ambiente di produzione veramente ipertestuale.
Qualche eccezione: in Italia, il sottoscritto ha progettato e realizzato Ipernote (1995), Textis (1998) e Promenade (1998).

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Ipernote

Edito da Garamond (http://www.garamond.it/garamond/ipern21.htm), è un software tutto centrato sul testo scritto, pur essendo dotato di caratteristiche multimediali. Si scrive normalmente, quasi come con un Word Processor tradizionale, ma con una separazione più netta tra le pagine. Queste hanno lo statuto di nodi : ognuna ha un nome, una keyword, una data di creazione e un autore. Sul testo si interviene aggiungendo legami tra le pagine o con immagini, suoni, video. Il programma fornisce automaticamente una vista reticolare ("indice grafico") dell'ipertesto.
Il formato dei documenti di IperNote è una molto simile all'HTML; a differenza di questo, e per ragioni di praticità, un documento completo è contenuto in un unico file.

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Textis

Non è un software di scrittura ma di organizzazione reticolare di testi esistenti. Utilizza una metafora piuttosto forte, che è quella della tessitura. Fili di perle (costruiti a partire da documenti lineari) possono essere intrecciati in trame bidimensionali. La particolarità più evidente di Textis è forse quella di non permettere il collegamento tra nodi in maniera arbitraria. Un nodo è collegabile (e di fatto collegato automaticamente) ai soli quattro nodi che gli sono adiacenti nella trama. Questa non è una limitazione pratica: quando si vuole collegare due nodi lontani, si ricorre al meccanismo dell'"alias": si crea una copia del nodo di partenza e lo si colloca vicino al nodo di arrivo. Un alias rimane identico all'originale in tutto (contenuto, keyword, commento) tranne che per la posizione. In altre parole, è la collocazione nello spazio a definire il senso.
Textis versione Ricerca è contenuto nel CDROM allegato al Manuale di Didattica Multimediale di Roberto Maragliano (Bari, Laterza 1998). Alcuni esempi di trame realizzate con Textis possono essere scaricato anche dal sito del LTA http://www.geocities.com/Athens/Forum/9897/down.html

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Promenade

PROMENADE in francese che significa passeggiata. Ma in inglese, e in particolare a Londra, indica i concerti all'aperto. Abbiamo scelto questo nome per sottolineare le caratteristiche di facilità di percorso e di multimedialità "leggera" che sono tipiche di questo programma.
Promenade è un sistema autore pensato per consentire una facile progettazione di ipermedia anche complessi senza perderne di vista la struttura. Non richiede nessuna abilità informatica particolare. Promenade permette di creare, salvare e stampare oggetti multimediali anche complessi; è stato pensato, più che come uno strumento autonomo di creazione di ipermedia finiti, come strumento di progettazione di oggetti ipermediali che dovranno essere effettivamente realizzati dagli studenti.
L'unità minima di significato è il nodo. Ogni nodo è composto da un nome, una o più coppie di attributo/valore (proprietà) ed eventualmente un testo multimediale che lo descrive.
Gli altri oggetti significativi di Promenade sono i link tra nodi e i gruppi di nodi. Anche i link e i gruppi possono avere un nome e una o più proprietà.
La caratteristica peculiare di Promenade è proprio l'incrocio tra la logica reticolare associativa e quella gerarchica. Un nodo può essere collegato ad un altro nodo attraverso un link, ma anche creando un gruppo che li racchiude entrambi. Questo secondo modo è più economico quando si tratta di collegare molti nodi tra di loro perché dotati di una proprietà comune.
I nodi appartenenti ad un gruppo ereditano tutte le proprietà che vengono assegnate al gruppo. Questa è anche una maniera veloce di modificare le caratteristiche di molti nodi.
Promenade versione Ricerca (insieme ad alcuni esempi di mappe) contenuto nel CDROM allegato al Manuale di Didattica Multimediale di Roberto Maragliano (Bari, Laterza 1998) e potrà tra breve essere scaricato dal sito del LTA: http://www.geocities.com/Athens/Forum/9897/down.html; la versione professionale è prodotta e distribuita da Lynx http://www.lynxlab.com/lynx/promenade/.

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8. Altre vie
Qui si chiude un testo, ma si aprono tutti gli altri, almeno nella rete delle reti, cioè Internet.
I siti WWW dedicati agli ipertesti - alcuni sponsorizzati dalle ancora rare case editrici elettroniche - sono già molti. Quasi tutti però intendo, riduttivamente, ipertesti come sinonimo di HTML, cioè di ipertesti su Web. Questa che segue è una breve lista di siti interessanti, legati ai temi trattati, secondo il mio modesto avviso; ma è naturalmente incompleta e soggettiva. Da molti di questi siti si può partire per altre esplorazioni seguendo i link proposti dai rispettivi autori.
Del resto, una ricerca su un motore (www.altavista.com, www.yahoo.com, etc.) qualsiasi potrebbe fornire indicazioni più interessanti e sicuramente più aggiornate.


Miguel Angel Garcia
http://www.team2it.com/garcia/index.html
Vale la pena di visitare la sua home page. Si definisce un ipertestualista. Uno dei pochi coraggiosi che, per mestiere, fa ipertesti. E' suo "Borderline", forse il primo racconto ipertestuale pubblicato in italiano.
Qui c'è la sua teoria sugli ipertesti.
http://www.team2it.com/garcia/cosasono.html#n07

"Ipertesti e cultura della complessità", di …
http://www.queen.it/web4you/user/dir1/gabrihom.html

Eastgate è La Casa Editrice (per eccellenza) degli ipertesti. Pubblica da anni racconti, romanzi, saggi. E' anche un punto di riferimento per altre risorse sulla rete.
http://www.eastgate.com/

Tra l'altro, è pubblicato da Eastgate "Afternoon, a Story" di Michael Joyce, uno dei primi racconti ipertestuali. http://www.eastgate.com/catalog/Afternoon.html

Andrea Cinelli ha scritto questo saggio dal titolo "I[per]testi"
http://www.meri.unifi.it/n-rinasc/pub/strument/html/thesis/ipertest.htm

Sulle neotecnologie, si può vedere questo saggio di Gian Paolo Renello
http://www.italynet.com/cultura/baldus/neotecn.html

Su ipertesti letterari e labirinti narrativi, si può leggere questo saggio di Giulio Lughi http://www.univ.trieste.it/~nirital/lughi/infohum/inform/saggi/lughiper.html

Franco Folini ha scritto questo "Testi, ipertesti e ragnatele"
http://pcfolini.eng.unipr.it/Personal/ViceVersa/vv3.htm

Di Bruno Bassi, semiotico, traduttore di testi "classici" del settore, il saggio "Ipertesti e pratica educativa" è forse datato, come riconosce l'autore stesso, ma rappresenta una posizione interessante.
http://atene.provincia.parma.it/~bruno/ipertestiepraticaeducativa.html

Anche Marco Guastavigna ha una posizione critica
http://www.tangram.it/didakta/scuola/italiano/testi/ipert.htm

Su carta propongo invece questa piccola bibliografia essenziale:

I Dieci Irrinunciabili (in ordine alfabetico):

  1. Berk E., Devlin, J. (a cura di), Hypertext/Hypermedia Handbook. New York, McGraw-Hill, 1991
  2. Bolter, J. D. Writing Space: The Computer, Hypertext, and the History of Writing. Hillsdale, NJ, Lawrence Erlbaum and Associates, 1991. *
  3. Halasz, F. G. "Reflections on NoteCards: seven issues for the next generation of hypermedia systems," Communications of the ACM, vol. 31 n. 7 (1988), 836-852.
  4. Jonassen, H., Mandll, H., (a cura di) Designing hypermedia for learning. Berlino, Springer-Verlag, 1990.
  5. Joyce, M. Of Two Minds: Hypertext Pedagogy and Poetics. University of Michigan Press, 1994.
  6. Landow, G. P. Hypertext: The Convergence of Contemporary Critical Theory and Technology. Baltimora, Johns Hopkins Press, 1992. *
  7. Landow, G. P., Delany, P. (a cura di), The Electronic Word. Cambridge, MIT Press, 1992.
  8. Nelson, Th. H. Literary Machines. Sausalito, CA: Mindful Press, 1982. *
  9. Nielsen, J. Hypertext and hypermedia. New York, Academic Press, 1990.
  10. Shneiderman, B. Designing the User Interface-Strategies for the Effective Human-Computer Interaction, 2nd (a cura di). Reading, Mass., Addison Wesley 1992.

* per questi testi, volendo, si può consultare la traduzione; l'edizione italiana è riportata nell'elenco qui sotto, contrassegnata da un asterisco.

I Venti Reperibili (in ordine cronologico)

  1. Corcione, D., Di Tonto, G., Dal testo all'ipertesto: teoria, utilizzo, aree applicative, Milano, Jackson 1990.
  2. Scavetta, D., Le metamorfosi della scrittura. Dal testo all'ipertesto, Firenze, La Nuova Italia, 1992.
  3. Nelson, T. H. Literary Machines 90.1, Padova, Muzzio, 1992.*
  4. Nyce - Kahn, Da Memex a Hypertext, Padova, Franco Muzzio Editore, 1993
  5. De Francesco C., Iperlibro. Un ipertesto sugli ipertesti, Milano, Mc Graw-Hill, 1993
  6. Bolter, J.D., Lo spazio della scrittura, Milano, Vita e pensiero, 1993.*
  7. Landow, G.P., Ipertesto. Il futuro della scrittura, Bologna, Baskerville, 1993.*
  8. Waterworth J. A., Multimedia, Padova, Franco Muzzio Editore, 1993
  9. Ricciardi (a cura di ), Oltre il testo: gli ipertesti, Milano, Franco Angeli, 1993.
  10. Rovelli C.,"I percorsi dell'ipertesto", Roma-Bologna, Castelvecchi-Synergon, 1993
  11. Maragliano, R., Martini, O., Penge, S., I media e la formazione, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1994.
  12. Maragliano, R. Manuale di Didattica Multimediale, Bari, Laterza, 1994
  13. Ricciardi M. (a cura di), "Oltre il testo: gli ipertesti", Milano, Franco Angeli, 1994
  14. Cesareni, D., Ipertesti e apprendimento, Roma, Garamond, 1995.
  15. Vanini, W., Pandolfi, A., Che cos'è un ipertesto, Roma, Castelvecchi, 1995.
  16. Calvani A. (a cura di), Multimedialità nella scuola, Roma, Garamond 1996
  17. Penge S., "Storia di un ipertesto", Firenze, La Nuova Italia, 1996
  18. Rovelli C. Mouse & conoscenza, Bologna, Synergon, 1996
  19. Piro N., Come si produce un CD ROM, Roma, Castelvecchi, 1997
  20. Maragliano, R. Tre ipertesti sulla didattica (???). Bari, Laterza, 1998