edutainment - linearità e ramificazione: luoghi comuni e possibilità concrete
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  Rappresentazione e discorso - La talpa col block-notes - Rete e strati
  Il gioco del primo piano e degli sfondi - Manuale di scrittura ipertestuale
  Ambienti di produzione ipertestuale - Ipernote - Textis - Promenade - Altre vie - Appendice

4. Rete e strati

Due caratteristiche "tecniche" degli ipertesti offrono delle possibilità di scrittura e di lettura impensabili o comunque inconsuete.
1. Tridimensionalità
Una rete non è soltanto una mappa disegnata su un piano, come comunemente viene pensata e descritta.
La struttura (ricorsiva) dei nodi e dei legami permette di creare scrivendo non una sola, ma diverse reti, a più livelli. Ogni livello è definito da un tipo di legami. E' possibile visitare questo spazio tridimensionale attraversando i livelli in tutti i sensi; oppure, più facilmente, si deciderà di restare ancorati ad un strato chiedendo alla rete di "nascondere" momentaneamente tutti gli altri.
Di solito è il filtro sui legami, strumento concettualmente potentissimo, che permette questo tipo di selezione.
Partendo dai tre nodi Ajaccio, Elba e Sant'Elena è evidentemente possibile scrivere e leggere su due livelli diversi: quello definito dai legami puramente geografici tra le tre località e quello definito dai legami storici centrati sulla vita personale del generale Bonaparte; ma sono ovviamente possibile tanti altri legami e quindi altrettanti strati (quello linguistico, quello geologico, quello biologico, ecc.).
Facciamo un altro esempio.
La frase "Ti dico che Mario va a Venezia perché muoio dal desiderio di andare anch'io a Venezia" può essere tradotta in una rappresentazione reticolare a tre livelli, con sette nodi e quattro legami.
Questa rappresentazione non solo contiene le stesse informazioni della frase "Lineare", ma le rende tutte esplicite nel momento in cui si vuole avere accesso ad esse. Cioè la rete può essere letta a livello retorico, in cui ci sono solo due nodi e un legame, quello finale), oppure a livello di sintassi del discorso (con due nodi e un legame) o a livello grammaticale ( con tre nodi e due legami).
Riassumendo schematicamente:

La potenza di questo tipo di scrittura sta proprio nell'omogeneità della forma di rappresentazione, che permette reti miste, cioè di livelli diversi. In altre parole, non soltanto esistono diversi cammini che realizzano percorsi possibili "nel piano", cioè collegando alcuni nodi e non altri, ma possono esistere piani diversi di discorso, che danno origine a tipi di lettura diversi.
Gli stessi nodi possono essere collegati da più legami di tipo diverso; scegliere di seguire solo un certo tipo di legami (e cioè attivare un filtro sui legami) significa effettuare una sezione nel solido ipertestuale.
Per esempio, una genealogia si presenta come un albero - cioè come una rete percorribile solo in verticale - se si considerano solo i legami "essere figlio di"; ma se si considerano i legami "essere fratello di" avrà la forma di tanti grappoli di nodi isolati, e se si considerano i legami "essere cugino di" assumerà una forma stratificata percorribile solo in orizzontale.

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5. Il gioco del primo piano e degli sfondi.

Prendendo in prestito una metafora fotografica, si potrebbe dire che in ogni momento, c'è almeno un nodo che è in primo piano; ma il suo significato pieno può essere afferrato solo nel contesto di una o più cornici sovrapposte che ne costituiscono lo sfondo. E questo sfondo può variare, a seconda del percorso seguito nella lettura.
E' stato detto che un ipertesto è un incrocio tra un enciclopedia e un quotidiano.
L'aspetto encicopedico è quello che abbiamo visto sopra, a proposito dei legami che istituiscono livelli di lettura diversi. L'altro aspetto ha a che fare con il concetto di sfondo.
Distinguiamo tre significati si sfondo.
Che una figura possa avere interpretazioni diverse (e quindi, che abbia significati diversi) a seconda dello sfondo sul quale viene percepita è fatto noto della psicologia della percezione. Sfondo in senso proprio è, visivamente, il contenuto delle finestre che (con una metafora ormai così stratificata da divenire trasparente) stanno sotto la finestra attuale, che cioè sono state aperte prima. Nei sistemi operativi per personal computer attuali una sola finestra può essere attiva in un certo istante, ed è quella che copre parzialmente o totalmente tutte le altre. Un limite che deriva solo dalla natura "monotasking" dei personal computer attuali e che invece ha degli effetti cognitivi.
Ma sfondo è anche e soprattutto lo sfondo di esperienze (cognitive, affettive, sensoriali) del soggetto nel momento in cui "legge" quel nodo o segue un link fra due nodi.
Un link ipertestuale non ha significato solo per il fatto di collegare due nodi con un'etichetta. Una relazione tra due segni "in presenza" coinvolge immediatamente "in assenza" tutti gli altri segni di un ambito. Due nodi non sono collegati solo nella memoria di un computer, o (peggio) sul monitor di quel computer, ma sempre e comunque sullo sfondo del bagaglio di conoscenze di un soggetto, per il quale quel link è significativo.
Se non sapessimo già, anche in maniera vaga, che un'isola in mezzo all'oceano Atlantico è una prigione più sicura di qualsiasi carcere di mura, o che l'esilio può essere in certi casi una punizione più terribile della morte, un legame tra l'isola d'Elba e Sant'Elena potrebbe essere interpretato diversamente.
E sfondo è anche, in senso dinamico, la sequenza di sfondi che hanno reso significativo il percorso fra i nodi dell'ipertesto. Uno stesso nodo visitato come primo o come ultimo ha un senso radicalmente diverso: nel primo caso ha per sfondo solo l'esperienza anteriore, nel secondo quell'esperienza modificata e intrecciata con l'esperienza di lettura di tutto l'ipertesto.
E' per questo che scrivere in maniera ipertestuale è così difficile: perché occorre un'enorme dose di immaginazione nel figurarsi la condizione emotiva e cognitiva del lettore in un determinato punto.
Il romanziere che inserisce un climax in un certo punto del racconto può contare sul fatto che il lettore è arrivato in quel punto - molto probabilmente - dopo una serie di passaggi prestabiliti.
L'autore ipertestuale non può saperlo a priori.

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6. Manuale di scrittura ipertestuale

Sarebbe bello se ci fosse. Ma anche la bibliografia che trovate in fondo è carente in tal senso.
Però qualche indicazioni si potrebbe dare.
Scrivere in maniera ipertestuale è considerata a buon diritto un'operazione difficile; spesso si preferisce scrivere in modo tradizionale e "ipertestualizzare" in seguito il testo lineare. Questa è anche l'unica strada percorribile nel caso di versioni ipertestuali di testi esistenti (per esempio, classici). Il risultato non è sempre brillante; d'altra parte si fanno ancora oggi film che "sanno di carta", e il cinema è ben più anziano dell'ipertesto.
Molto meglio sarebbe, dal punto di vista di quel galateo che citavamo all'inizio, lasciarsi andare ad una scrittura rigorosamente reticolare fin da subito.
La difficoltà sta nel rinunciare a creare un unico flusso di argomentazioni. Buttar giù le idee senza un ordine preciso, comprese quelle non pertinenti; connetterle non solo tramite dei quindi e dei siccome, ma anche con dei diversamente.
Lasciare emergere le strutture meno eleganti, in attesa di ricomprenderle in unità di livello più alto. Consentire uscite laterali, Un ipertesto non è mai chiuso e completo.
Non si tratta di una scrittura ingenua o automatica, ma di una scrittura parallela, multipla, aperta a diversi esiti.
In altre parole, invece di immaginare un solo lettore nell'atto di seguire il filo del discorso dal principio alla fine, sarebbe meglio pensare ad un gruppo di arrampicatori intorno ad una struttura tridimensionale in metallo, diciamo la Tour Eiffel, ognuno mentre cerca di seguire la propria via.
I problemi tipici che si presentano sono allora quelli di un assessorato alla viabilità: chiarezza e ubicazione strategica della segnaletica, corsie preferenziali, itinerari consigliati, incroci, etc.

Le fasi di scrittura potrebbero essere queste:

  • Creare i nodi e nominarli
    Attenzione ai nomi: assegnare nomi ai nodi e soprattutto ai legami non è una pedanteria, ma obbliga al quel minimo di consapevolezza e autocontrollo che è il primo test sulla percorribilità dell'ipertesto. Ad ogni nodo possono essere collegati tutti quegli elementi che lo rappresentano o ne facilitano la comprensione, anche appartenenti a media diversi: dal testo scritto al video.

  • Espanderli
    Questa fase potrebbe ricorsivamente includere nuovamente tutte le altre. Ogni nodo può essere un segnaposto per una rete di sottonodi, in maniera gerarchica (i sottonodi di un nodo non possono rimandare a nodi di livello superiore) oppure libera. La scelta del livello di "zoom" al quale si decide di iniziare a lavorare (anche sapendo di potere salire o scendere a volontà) spesso si rivela di importanza cardinale nel determinare il senso complessivo dell'ipertesto e la sua leggibilità.

  • Tracciare i legami e nominarli
    E', come abbiamo sottolineato forse anche troppo, la parte più delicata. Non essendoci un riferimento standard per le tipologie di nodi, ognuno è autorizzato a reinventarle. Il che spesso si traduce non in una proliferazione di categorie ma in una banale ripetizione senza fantasia.
    Dai legami linguistici (causa/effetto, finalità, limitazione) a quelli logici (appartenenza, opposizione, possibilità, necessità); dai legami spazio,temporali (distanza, coincidenza) a quelli tradizionali (commento, citazione): ce n'è per tutti i gusti.
    Fino ai legami paradossali, come i bellissimi legami di "mutua indifferenza" o "intersezione vuota".

  • Costruire mappe e/o itinerari
    Questa è l'operazione finale, ma che spesso costringe a rivedere le logiche interne dell'ipertesto. La verifica della esistenza di cammini significativi, o al contrario, di vicoli ciechi, di loop infiniti, può - e anzi deve - portare alla modifica dei legami o dei nodi. E poiché questa verifica su un ipertesto di una certa dimensione non può essere fatta solo dal suo autore, è buona norma prevedere un certo numero di strumenti di annotazione o di riservati al lettore. Insomma, volenti o nolenti, gli autori devono riconoscere ai lettori una parte di privilegi fino a questo momento loro riservati.

    Naturalmente lo strumento che si utilizza può permettere di sovrapporre parzialmente le quattro fasi, o per esempio rendere automatica la quarta. In altri casi, alcuni legami vengono generati e nominati direttamente dal software (funzioni di ricerca e indicizzazione). Ma in linea di massima, se si vuole rimanere indipendenti dallo strumento, le fasi sopra indicate sono abbastanza standard. Comunque, una selezione di strumenti per scrivere ipertestualmente (alcuni dei quali scaricabili) è consultabile al l'indirizzo http://www.onlynx.it/strumenti/ed-sistauto.html.