edutainment - linearità e ramificazione: luoghi comuni e possibilità concrete
linea
Linearità e ramificazione: luoghi comuni e possibilità concrete

  Premessa terminologica - Multimedialità - Ipertesto - Modi e stili - Ipertestuale = ?
  Rappresentazione e discorso - La talpa col block-notes - Rete e strati
  Il gioco del primo piano e degli sfondi - Manuale di scrittura ipertestuale
  Ambienti di produzione ipertestuale - Ipernote - Textis - Promenade - Altre vie - Appendice

0. Premessa terminologica

"Le potenzialità del Cd-Rom, come nuovo supporto che contiene, trasporta e trasferisce conoscenze e informazioni si concretizzano in tre ambiti principali: multimedialità, ipertestualità e interattività."

La citazione sopra è tratta da una comunicazione di Roberto Didoni, peraltro chiara e largamente condivisibile. Ma prima di tutto vorrei avvertire il lettore di non fissarsi troppo sui termini. "Multimedialità", "ipertesto" e "interattività" sono termini passeggeri, tipici di una fase di crescita rapida e selvaggia, in cui c'è bisogno di parole per creare dialogo, interesse, etc.
Siamo entrando nell'era digitale matura, in cui una tecnologia di rappresentazione potente è disponibile a tutti per costo, formazione, informazione.
E' una tecnologia che comprende le altre (scrittura, immagine, suono) perché è un linguaggio comune in cui tutte le altre possono essere tradotte e mescolate.
Non è ancora del tutto trasparente all'utente, e questo spiega la persistenza di termini come multimedia (MM) e ipertesto (IT). Quando sarà matura, ce ne dimenticheremo, fino alla prossima rivoluzione che ci costringerà a elaborare nuovi termini e a fare un po' di storiografia.
Alla fine degli anni 80 si diceva "grafica" una scheda video in grado di mostrare 320 linee per 200 colonne a 16 colori, per distinguerla da tutte le altre, che permettevano una visualizzazione solo in modalità testo. Preistoria?

  Premessa terminologica - Multimedialità - Ipertesto - Modi e stili - Ipertestuale = ?
  Rappresentazione e discorso - La talpa col block-notes - Rete e strati
  Il gioco del primo piano e degli sfondi - Manuale di scrittura ipertestuale
  Ambienti di produzione ipertestuale - Ipernote - Textis - Promenade - Altre vie - Appendice

0.1 Multimedialità

Multimedialità è un termine fondamentalmente negativo, tipico di una fase di crescita. MM significa "non più monomediale".
MM significa che la simulazione della realtà (o la rappresentazione di situazioni in generale) è finalmente in grado di superare certi limiti tecnici, quali spessore dei chips, conduttività dei materiali, resistenza al calore, che finora impedivano ai PC di elaborare e inviare flussi di dati significativi alle periferiche; contemporaneamente, significa che la domanda di tecnologia, grazie ad un'offerta software - soprattutto videogame - abbastanza varia e internazionale, è sufficiente a alimentare una produzione quantitativamente elevata di componenti, il che a sua volta rende i prezzi al consumatore sostenibili (un PC costa oggi quanto un televisore medio e un software quanto una videocassetta).
MM vuol dire un compromesso tra compressione dei dati e occupazione di banda tali da simulare una situazione in maniera accettabile; ma ciò che è considerato accettabile varia molto velocemente (un video 160x100 era considerato accettabile fino a pochi anni fa).
Per un altro verso, MM senza "iper" è una vecchia cosa: il cinema.

  Premessa terminologica - Multimedialità - Ipertesto - Modi e stili - Ipertestuale = ?
  Rappresentazione e discorso - La talpa col block-notes - Rete e strati
  Il gioco del primo piano e degli sfondi - Manuale di scrittura ipertestuale
  Ambienti di produzione ipertestuale - Ipernote - Textis - Promenade - Altre vie - Appendice

0.2 Ipertesto

Ma anche Ipertesto è un termine che sarà presto obsoleto.
"Ipertesto" è nato come termine singolare, per descrivere un unico oggetto composto, che Th. W. Nelson chiama anche Docuverso (l'universo dei documenti), in cui ogni citazione può essere sostituita da un puntatore alla parte di documento citata.
Non era neanche allora una novità. La coppia nodo-link è da sempre un dei punti costituitivi dell'architettura digitale. Non solo Internet, ma anche tutti i supporti di memorizzazione (dischi, RAM) sono organizzati con puntatori. Questo deriva dal fatto che ogni operazione su bit è fondamentalmente una copia: da disco a RAM, da RAM a registro, etc. Per effettuare una copia, bisogna individuare il segmento di dati da copiare, tramite appunto un puntatore.
La novità dell'approccio di Nelson stava semmai nell'applicazione su larghissima scala di questa coppia concettuale, in un domino fino a quel momento refrattario alla tecnologia e tenendo conto di tutti gli aspetti connessi (matematici, legali, etc.)
Un po' più tardi è stato impiegato in ambito accademico per indicare l'operazione di recupero con cui si è cercato di unire letteratura e informatica, nobilitando questa e modernizzando quella. Tuttavia quest'uso è rimasto confinato nell'area accademica di lingua inglese.
I due soli luoghi dove si è praticamente affermata a livello mondiale una modalità parzialmente ipertestuale sono le enciclopedie su CDROM e Internet (almeno la parte World Wide Web). Ma in entrambi i luoghi, non c'è quasi nessuna possibilità di aggiungere o modificare link.
Ipertestuale significa, concretamente, che le indicazioni complete per il reperimento automatico di una certa informazione sono inserite accanto (o sotto) alla loro segnalazione. La responsabilità del recupero è a carico dell'ambiente software e non dell'utente.
L'idea di "lettore/autore ipertestuale", tanto cara alla teoria ipertestuale, è invece del tutto assente in pratica.

Ad un livello diverso, la fase attuale della guerra aperta tra informazione distribuita on demand in tempo reale e informazione rivenduta tradizionalmente su supporti a basso costo (Internet <> CD, TV via cavo <> DVD) non permette di capire se l'operazione di linkare (ovvero copiare in memoria di lavoro solo quando richiesto) sostituirà quella di ricopiare permanentemente una volta per tutte.

Se inteso come semplice superamento della sequenzialità del testo, quell'iper è ingenuo e fuoriviante.
L'idea del computer come successore del libro ha fatto sicuramente vendere molte enciclopedie su CDROM, ma non ha aiutato a comprendere le cose.
La contrapposizione linearità - ramificazione è a ben vedere abbastanza approssimativa. La scrittura è solo apparentemente lineare. Non lo è nella stesura: idee che si aggregano e precisano; né nell'interpretazione: ricostruzione del significato a più livelli, con aspettative, ipotesi, ritorni indietro, etc.

  Premessa terminologica - Multimedialità - Ipertesto - Modi e stili - Ipertestuale = ?
  Rappresentazione e discorso - La talpa col block-notes - Rete e strati
  Il gioco del primo piano e degli sfondi - Manuale di scrittura ipertestuale
  Ambienti di produzione ipertestuale - Ipernote - Textis - Promenade - Altre vie - Appendice

0.3 Modi e stili

Senza ripetere le considerazione già fatte in altra sede (chi volesse, può dare un'occhiata al mio "Storia di un Ipertesto", Firenze, La Nuova Italia, 1997), gli aspetti interessanti della tecnologia digitale matura sono quelli per cui essa è per sua natura flessibile, reversibile, pubblica. Sono qualità intrinseche alla natura digitale dell'informazione, ma possono essere facilmente nascoste o rese inaccessibili.
Non esistono le applicazioni ipertestuali, come classe particolare di applicazioni. Ci sono applicazioni che sono state rese forzatamente non ipertestuali e applicazioni tout court.
Quella tra linearità e reticolarità non è un'opposizione, ma una inclusione parte-tutto. Una sequenza è un particolare percorso di una rete. Una sequenza è un percorso possibile, virtuale, che viene reso attuale, reale, e diventa perciò l'unico percorso.
La forma ipertestuale permette di rappresentare tutte le ramificazioni, lasciando libero l'interpretante di fruirne al livello che crede.
Per esempio, in un testo argomentativo la deduzione ("e quindi") poggia su premesse non esplicitate e condivise più che su informazioni esplicitate nel discorso deduttivo vero e proprio. Una rappresentazione ipertestuale permetterebbe di fornire, al limite, tutte queste premesse.
Non ci sono oggetti ipertestuali. Tutti i documenti finiti possono essere interpretati come parti di reti più grandi e ad esse ricondotti.
IT è uno stile d'analisi e di rappresentazione di qualsiasi tipo di discorso, reso possibile dalla tecnologia digitale:

Fatte queste premesse, quando nel testo seguente (seguente?) incontrerete i termini "ipertestuale", "multimediale" etc. prendeteli con le dovute cautele e senza lasciarvi trasportare dal primo e più ovvio significato...