
Facciamo
che io ero un geografo e tu un linguista
di Stefano Penge
(sintesi di un intervento tenuto presso l'Istituto
Tecnico "Lucio Lombardo Radice" - Aula magna, nel corso del Seminario "La
multimedialità nella didattica delle discipline" organizzato da FormInform)
|
Tra le mani vi ritrovate un CDROM.
- Le informazioni sono collegate - I
dati digitali Due esempi - La nuova generazione |
0. Tra le mani vi ritrovare
un CDROM, comprato
in edicola o magari passato da un amico. Prima di decidere se farlo usare a
vostro figlio o figlia, oppure se adottarlo in classe vorreste farvi un'idea,
capire se si tratta di un gioco, di un'enciclopedia, di un romanzo o di un quiz
a premi.
Il problema è che non sapete da che parte cominciare.
Cercare
di definire cos'e, a quale catagoria appartiene un oggetto digitale è sempre
difficile.
Se le tecnologie tradizionali ci hanno abituato a certe divisioni e all'uso
di certi parametri (un libro è una raccolta di informazioni, un quaderno è un
ambiente che presuppone e a volte facilita certe attività), con un CDROM diventa
arduo stabilire se predomina l'uno o l'altro aspetto.
In questo breve intervento cercherò di evidenziare due caratteristiche fondamentali
del digitale che ci permettono di capire meglio la natura di alcuni prodotti
digitali tra i più diffusi, di afferrarne meglio la novità reale (se tale è)
ed eventualmente di immaginarne l'applicazione in campo educativo.
|
Tra le mani vi ritrovate un CDROM - Le
informazioni sono collegate - I dati digitali
Due esempi - La nuova generazione |
1. Le informazioni sono
collegate, anzi le informazioni sono collegamenti.
Le informazioni digitali sono memorizzate in spazi di memoria tutti identici,
che non conservano nessuna analogia di dimensione o prossimità con i loro contenuti;
è sempre necessaria perciò una tabella che memorizzi la loro collocazione nella
forma nome-indirizzo di memoria.
In generale, ogni volta che è necessario riportare un'informazione, viene usato
al suo posto il suo nome-indirizzo, che permette di avere accesso diretto al
suo contenuto solo nel momento in cui ciò si renda veramente necessario.
Questo vuol dire evitare ridondanze, ma anche costruire catene di riferimenti
che non devono obbligatoriamente seguire la logica gerarchica nel contenente/contenuto.
In altre parole, è la base su cui poggia la possibilità stessa di una struttura
ipertestuale.
|
Tra le mani vi ritrovate un CDROM - Le
informazioni sono collegate - I dati digitali
Due esempi - La nuova generazione |
2. I dati digitali sono
per loro natura riscrivibili
Da un lato il supporto magnetico in se stesso (le celle di memoria prima ancora
dei dischi) è pensato per essere riscritto in continuazione. Il costo delle
operazioni di scrittura su questi supporti è paragonabile (se non identico)
a quello delle operazioni di lettura.
Ma ancora più in profondità: il codice binario è strutturato in modo da permettere
un accesso in lettura e scrittura a qualsiasi unità di un gruppo di informazioni.
Mentre la tela originale di Leonardo non può essere modificata in un singolo
punto senza generare degli effetti collaterali nei punti contigui, la versione
digitale permette modifiche a qualsiasi livello: un'area spaziale, un insieme
di punti aventi una caratteristica comune (per esempio, il colore) o addirittura
una selezione di punti appartenenti ad un'area temporale (tutti i risultati
di una certa operazione).
Infine, un dato modificato non è distinguibile - in linea di principio ed anche,
a volte, in pratica - dal dato originale. Questo crea problemi sul versante
della protezione dei diritti d'autore, ma consente a più persone di lavorare
sullo stesso oggetto a distanza spaziale e anche temporale.
La prima caratteristica
permette un accesso "naturale" alle informazioni.
Accesso "naturale" significa "in maniera il più possibile simile a quella reale".
L'approfondimento è lì, nel momento in cui mi serve, direttamente ancorato all'oggetto
immediato di cui rappresenta l'espansione. Non serve possedere la "grammatica
della ricerca" (chi di noi si ricorda quando e dove ha imparato a consultare
un vocabolario? eppure è un'abilità fondamentale), non è necessario sapere già,
in qualche modo, che forma avrà la cosa che si sta cercando.
La seconda dà la possibilità di modificare e condividere le informazioni. Se ogni cosa che scrivo può essere corretta, non ci sarà modo di distinguere tra versione originale e versione chiosata, o meglio sarà possibile per molti collaborare allo stesso titolo alla creazione-modifica di un oggetto comune. Questo significa maggiore attivazione, possibilità di ottenere risultati qualitativamente migliori di quelli che si otterrebbero da un lavoro solitario, disponibilità implicita alla critica.
|
Tra le mani vi ritrovate un CDROM - Le
informazioni sono collegate - I
dati digitali Due esempi - La nuova generazione |
3. Due esempi di applicazioni di questi principi
La natura ipertestuale intrinseca del digitale e la sua infinita riscrivibilità
permettono e giustificano degli oggetti nuovi, che solo parzialmente assomilgliano
ai loro omologhi tradizionali. Ed è solo comprendendono a fondo la novità che
si può cercare di sfruttarne le potenzialità.
Il rischio maggiore oggi mi sembra proprio quello di continuare a pensare (e
quindi ad usare) le automobili come se fossero solo delle carrozze senza cavalli...
Mi limiterò qui a due esempi, tratti dai domini della geografia e della lingua.
Un atlante contiene le informazioni relative
alla posizione relativa dei luoghi.
Alcune altre informazioni generali (come altitudine, vegetazione) possono ugualmente
essere rappresentate.
In alcuni casi si arriva ad informazioni più dettagliate (come la grandezza
o il numero di abitanti delle città), al prezzo di una sempre maggiore densità
di informazioni sulla carta.
Un libro di geografia contiene invece tutte queste informazioni dettagliate,
comprese immagini fotografiche, strutturate in forma di schede ordinate alfabeticamente
oppure raggruppate per macroregioni.
Un atlante digitale unisce questi due strumenti in un unico oggetto che utilizza
l'interfaccia tipica della carta geografica per avere accesso diretto anche
alle informazioni dettagliate.
In un atlante l'icona della città sulla mappa è collegata direttamente alla
sua scheda. L'azione necessaria per l'attivazione delle informazioni dettagliate
è quella primaria, naturale, dell'indicare col dito.
Un altro esempio: un libro contiene una racconto
scritto in una certa lingua.
A volte contiene anche delle informazioni collegate a parole o a frasi (note
a pié di pagina) che spiegano il significato di un termine o aggiungono informazioni
contestuali. Ma la quantità di informazione contenuta nelle note non può superare
quella contenuta nel testo, tranne in casi particolari (il commento analitico
di un testo classico). E le note, in genere, non sono organizzate in modo da
essere accessibili direttamente.
Invece un vocabolario contiene tutte le informazioni dettagliate sul significato
e l'uso delle parole, organizzate in ordine alfabetico e collegate fra di loro
("vedi anche...").
Tipicamente, durante la lettura del libro ci si interrompe quando si incontra
una parola sconosciuta; si sospende la lettura, si apre il vocabolario e si
cerca la parola in questione. Un libro digitale unisce questi due strumenti
in un unico oggetto: contiene il testo, ma permette di accedere direttamente
al significato (ed eventualmente alla pronuncia) di ogni parola attraverso il
collegamento alla relativa scheda del dizionario digitale.
|
Tra le mani vi ritrovate un CDROM - Le
informazioni sono collegate - I
dati digitali Due esempi - La nuova generazione |
4. La nuova generazione
Il limite degli atlanti elettronici e dei libri digitali in circolazione è però
la loro chiusura. Le informazioni contenute sono fisse, magari aggiornabili
direttamente dal sito dell'editore ma raramente modificabili dall'utente stesso.
E questo contraddice proprio i principii che esponevamo prima.
I due software che vi farò vedere ora sono progettati proprio per superare questo
limite.
La
caratteristica di primo piano di MioMondo WEB e di Iperbolario WEB è l'apertura.
MioMondo WEB non è un atlante, ma una "fabbrica di atlanti", nel senso che è
un ambiente nel quale i ragazzi possono assumere il ruolo di geografi (o di
urbanisti) per disegnare una mappa del territorio - il loro, ma anche uno lontano
e al limite solo immaginario.
Allo stesso modo Iperbolario WEB non è un dizionario, ma un ambiente per la
creazione di dizionari associati ad un testo.
E' vero che i prodotti realizzati con questi software possono essere usati come
se fossero atlanti e libri digitali; ma l'aspetto interessante è proprio questo
gioco di ruolo in cui i ragazzi sono chiamati a fare non più da spettatori passivi,
ma da attori collettivi.
Naturalmente non si presuppone che tutto ciò che gli occorre sia contenuto nel
computer. Esattamente come un vero ricercatore, dovranno porsi dei problemi,
reperire materiali, ipotizzare soluzioni che non saranno fisse e immutabili,
ma modificabili da loro o da altri ragazzi.
Faranno ricerche su Internet, ma anche nella biblioteca scolastica, a casa o
in edicola. E i risultati - sempre provvisori - verrano messi a disposizione
di tutti, magari sul sito della scuola.
Quando Papert sosteneva, ormai tanti anni fa, che la maniera migliore per imparare la geometria per un bambino era probabilmente quella di chiedergli di insegnarla ad un computer, forse non aveva in mente questo tipo di ragionamenti. Ma è facile, oggi, leggere le sue testi provocatorie in questa luce, e pensare ad un'estensione del suo metodo dalla geometria alla geografia, alle lingue, alla storia, eccetera. E' proprio quello che i due software che vedrete ora si propongono di fare.
|
Tra le mani vi ritrovate un CDROM - Le
informazioni sono collegate - I
dati digitali Due esempi - La nuova generazione |