La specificità del testo elettronico
Spunti di riflessione per un laboratorio di scrittura
di Lino Armocida - Mario Gineprini

  Il problema... - La prassi didattica.. - Il modello cumulativo.. - L'approccio strategico...
  La scrittura è un processo ricorsivo - Il contributo degli strumenti informatici...
  Fase della pianificazione - Fase della stesura - Fase della revisione
  La revisione dei nuovi modelli - Le conseguenze di una didattica centrata...
  La necessità di tempi di incubazione - Il prodotto scritto come oggetto manipolabile...
  Il valore euristico della revisione - Conclusioni

IL PROBLEMA: IL RAPPORTO FRA COMPETENZE DI SCRITTURA E DISPERSIONE SCOLASTICA
L'esperienza didattica ha dimostrato che per gli allievi le lacune più gravi e più difficili da colmare, nel passaggio dalle medie inferiori a quelle superiori, riguardano la produzione scritta:
  1. Carenze "meccaniche" di base (ortografia, manualità grafica, punteggiatura)
  2. Scarse capacità ideative (assenza di un piano del testo, salti logici fra le varie parti, difficoltà a dare continuità al discorso in modo coerente e coeso, insufficienti conoscenze delle tipologie testuali e delle loro proprietà, ecc.)
  3. Forti limiti nelle competenze morfo-sintattiche(verbi, pronomi, uso eccessivo della paratassi, periodi troppo lunghi e contorti a causa di un uso errato dell'ipotassi, ecc.)
  4. Inadeguate o nulle capacità di revisione.
I problemi di padronanza linguistica sono spesso la vera ragione degli insuccessi scolastici degli studenti nelle varie discipline. Il dominio sul linguaggio può favorire l'apprendimento autonomo di una persona e quindi ridurre i rischi della dispersione scolastica. In questo senso il contributo della scrittura può essere molto significativo. Potenziare le abilità di scrittura, infatti, significa favorire negli allievi le capacità di astrazione, di analisi, di ragionamento logico. Un tale potenziale formativo/cognitivo non può essere trascurato o marginalizzato dal sistema scolastico.

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LA PRASSI DIDATTICA: IL MODELLO CUMULATIVO

Il problema della scrittura, al biennio, è affrontato nei modi più disparati.
Mediamente, tuttavia, non esiste un'idea di curricolo ed è prevalente un modello cumulativo: la scrittura s'impara a fasi successive, a gradini (prima l'ortografia, poi la morfosintassi, ecc.).

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I LIMITI DEL MODELLO CUMULATIVO

In realtà ogni elemento nuovo dovrebbe interagire con gli altri elementi. Scrivere è una complessa attività cognitiva attraverso la quale si trasforma la simultaneità del pensiero in un discorso strutturato e coerente. La scrittura, tuttavia, non procede in linea dritta dal concepimento al completamento. In sostanza si è rivelato fallace il vecchio modo di concepire la scrittura: prima si pensa, poi si scrive. Quando si scrive si pianifica, si rivedono le idee possedute, se ne generano delle nuove. Lo scrittore va avanti e indietro tra questi sottoprocessi.
L'allievo, al contrario, non controlla le varie fasi, non ha una strategia. Scrive subito tutto quello che sa, senza un vero piano che governi dall'alto le varie fasi (progettazione, stesura, e revisione). Di conseguenza non riesce a controllare più operazioni (scaletta, testo, revisione, controllo ortografico, ecc.). Nel Biennio, dunque, diventano prioritari i seguenti due obiettivi:
  1. capire che la scrittura è un'attività procedurale;
  2. saper controllare le varie fasi (saper passare dalla scaletta al testo e viceversa, saper cominciare la revisione su singole parti, ecc.)


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L'APPROCCIO STRATEGICO DEGLI ALLIEVI: IL DRAFT PERFETTO OVVERO L'IMPORTANZA DELL'INIZIO

E' noto come i ragazzi, spontaneamente, "revisionano" poco; i loro lavori sono fondamentalmente "statici", tendono a modificare il meno possibile dopo la prima stesura.
L'approccio strategico è quello che potremmo chiamare del "draft perfetto", la cui logica si può così sintetizzare: "Concentra le modifiche nel primo pezzo perchè il resto venga più pulito possibile". Una sorta di ossessiva ricerca della perfezione si concentra sull'inizio, che viene riscritto, tormentosamente, anche decine di volte.

Scrivere ripetutamente la prima frase, nel tentativo di definire un set di coordinate di tono, di stile, di modulo sintattico (il pilastro che deve reggere il tutto), è la spia più evidente di un approccio sequenziale alla composizione, che deriva dall'orale (Calvani). Un tale approccio riflette la scarsa consapevolezza delle differenze tra linguaggio orale e linguaggio scritto. Non è sufficientemente chiaro, cioè, che gli elementi distintivi della scrittura sono soprattutto la ricorsività, la "riesaminabilità" e la "manipolabilità"

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LA SCRITTURA È UN PROCESSO RICORSIVO

Su un punto vari ricercatori sembrano ormai d'accordo: la scrittura è un processo che comprende più fasi: Queste varie fasi, tuttavia, non si susseguono in modo lineare e non rappresentano ciascuna un momento chiuso ed autonomo del processo complessivo. La scrittura, come abbiamo già detto, non procede in modo lineare dal concepimento al completamento: tutta la pianificazione non è già fatta prima che le parole siano nella carta; tutte le parole non sono sulla carta prima che lo scrittore cominci la rilettura e la revisione. Lo scrittore va avanti e indietro tra questi sottoprocessi. Per esempio, dopo aver elaborato la scaletta ed aver iniziato la stesura, può accorgersi che la struttura logica è debole, che forse conviene cancellare qualche punto oppure spostare la parte iniziale al fondo e così via. Può anche capitare che chi scrive si renda conto, in fase di revisione, che alcuni punti siano poco chiari o scarsamente sviluppati. E' probabile che occorra tornare indietro, alla ricerca di nuovi dati e conoscenze.
Come appare evidente, le operazioni di scrittura non vengono affrontate in maniera sequenziale ma ricorsivo e flessibile.

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IL CONTRIBUTO DEGLI STRUMENTI INFORMATICI: MODA O RISORSA PER LA DIDATTICA DELLA SCRITTURA?

Fra gli insegnanti che hanno cercato di rinnovare la didattica della scrittura, molti si sono chiesti quale potesse essere il ruolo degli strumenti informatici.
Sulla base di anni di sperimentazione in laboratorio ci sembra di poter affermare che il computer possa offrire un contributo significativo all'apprendimento delle competenze scritte.
Siamo convinti che la scrittura elettronica sia uno strumento di lavoro utilissimo soprattutto perché è in grado di assistere chi scrive in tutte le fasi del processo elaborativo: nella progettazione, nella stesura, nella revisione del testo.

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FASE DELLA PIANIFICAZIONE:

: L'outliner, ossia un sottoprogramma inserito nei programmi di videoscrittura più avanzati, permette di strutturare gerarchicamente il testo, disponendo le informazioni secondo la loro funzione logica (punti, sottopunti, citazioni, ecc.).
In tempi di multimedialità accattivante e scenografica ma non sempre significativa da un punto di vista cognitivo, l'outliner continua a rivelarsi uno strumento indispensabile per insegnare agli studenti "come si fa una scaletta".

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FASE DELLA STESURA

A. Un WP consente l'editing, ossia una serie di interventi tipografici sul testo (utilizzo di caratteri diversi per forma e dimensione, inserimento di tabelle, grafici, immagini, ecc.)
B. Un WP offre strumenti di consultazione immediata:

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FASE DELLA REVISIONE:

La possibilità di introdurre un numero a piacere di modifiche, disponendo istantaneamente di un testo ricompattato e pulito, apre la strada a una didattica ispirata alla continua revisione-ristrutturazione del testo.

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LA REVISIONE COME MOMENTO IMPORTANTE DI UNA NUOVA DIDATTICA DELLA SCRITTURA LA REVISIONE NELL'ACCEZIONE TRADIZIONALE

Nel contesto scolastico essa occupa un ruolo marginale, si riveste di un senso di colpa, è ciò che tocca fare per aver lasciato degli errori. Lo studente, a livello implicito, coglie un rimprovero: se fossi stato più attento e avessi pianificato meglio, non ci sarebbe stato bisogno di rimettere le mani sul lavoro.

LA REVISIONE NEI NUOVI MODELLI

Nei nuovi modelli la revisione è qualunque tentativo di risolvere una dissonanza che lo scrittore percepisce tra le proprie intenzioni e il suo prodotto. Essa è presentata pertanto come una parte essenziale, se non il cuore stesso, del processo di composizione, ed il principale elemento distintivo che differenzia scrittori esperti e non esperti.

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LE CONSEGUENZE DI UNA DIDATTICA CENTRATA SULLA REVISIONE LA SCRITTURA COME DRAFT PROGRESSIVO

Il computer favorisce il formarsi di un'idea dinamica del processo di scrittura: a un risultato soddisfacente si arriva dopo una serie di tentativi e di continui ritorni su quanto è stato inizialmente solo abbozzato.
Rispetto all'approccio sequenziale del draft perfetto, derivante dall'orale, l'uso del wp induce a pensarne altri, in grado di aggirare l'angoscia dell'inizio.

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LA NECESSITÀ DI "TEMPI DI INCUBAZIONE"

Una tale didattica della scrittura richiede innovazioni profonde, un ripensamento delle proprie strategie di insegnamento. Un simile approccio, infatti, si basa su draft multipli, richiede tempi di incubazione e ristrutturazioni a distanza di giorni. Occorrerebbe dunque collocare il processo di composizione in tempi più lunghi, che prevedano pause: si buttano giù delle idee, si lascia passare del tempo, si riorganizzano una settimana dopo. Già De Bartolomeis aveva cercato di estendere all'educazione alcune riflessioni sul ruolo dell'incubazione nella soluzione dei problemi, tenendo conto delle dinamiche proprie dei processi creativi. Richiamandosi a Poincarè, e smitizzando il concetto di intuizione spontanea, egli proponeva un approccio che tenesse conto del lavorio sommerso dell'inconscio:
"Ci si applica ad un problema, ci si riposa o si fa dell'altro, si ritorna al lavoro con gli strumenti della riflessione e si conseguono risultati che nella prima fase non riuscivano ad emergere: così può essere descritto il processo di invenzione, a patto che sia chiaro che quello ritenuto riposo o assoluta distrazione dal compito è in realtà riempito da lavoro inconscio".
Nel contesto scolastico" aspettare e lasciare in incubazione..." può essere in certi casi la strategia migliore, purchè ci si comporti correttamente. Bisogna che prima di interrompere rimanga formulato il nuovo problema insoluto sul quale riflettere. Occorre che ci sia qualcosa nell' "incubatore" se si vuole che lavori. Di qui le raccomandazioni: ritornare al lavoro non finito di tanto in tanto così da tenerlo attivo nelle retrovie della mente e ricercare nuove idee e connessioni.

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IL PRODOTTO SCRITTO COME OGGETTO MANIPOLABILE: DALL'OTTICA DELLA BRUTTA-BELLA ALL'APPROCCIO DEL DRAFT PROGRESSIVO

L'idea che al risultato si arriva dopo una serie di tentativi e di ritorni su noi stessi non è presente nella scuola. Tale consapevolezza è resa ora più accettabile dal fatto che la revisione diventa poco faticosa. Proprio questo aspetto dovrebbe diventare l'elemento ispiratore di una nuova didattica della scrittura.
Grazie all'uso del WP lo studente dovrebbe più facilmente: Un tale approccio, nello stesso tempo, dovrebbe infondere in lui il gusto di azzardare modifiche e ristrutturazioni.
Il fatto di vedere il prodotto come "draft", come schizzo provvisorio, dovrebbe legarsi ad una "didattica dell'errore", ossia all'accettazione dell'errore e della critica dall'esterno. In una scuola laboratorio di scrittura la critica diventa accettabile, specie se da compagni. Secondo Serafini "ci sono almeno tre buone ragioni per utilizzare gli studenti come correttori dei loro scritti... Gli studenti sono più bravi come critici che come produttori; la correzione di uno studente ha un valore diverso; gli studenti amano scrivere per farsi leggere".

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IL VALORE EURISTICO DELLA REVISIONE

La manipolazione di parole e frasi all'interno di un processo di composizione non è solo un esercizio finalizzato ad un prodotto formalmente più elegante; la scomposizione-ricomposizione si lega alla ricerca di nuovi significati; ogni riorganizzazione formale è, in una certa misura, una modifica nel contenuto del pensiero.
La consapevolezza circa le possibilità euristiche legate alla manipolabilità della lingua scritta rimane uno degli obiettivi principali da perseguire.

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CONCLUSIONE

Come utilizzare in modo significativo il WP in un curricolo di scrittura?
Una delle implicazioni più interessanti dell'uso del computer nella didattica della scrittura riguarda la fase della "revisione". Nel contesto scolastico essa occupa un ruolo marginale; nella videoscrittura rappresenta la parte essenziale del processo di composizione, quella che caratterizza lo scrittore esperto: anziché essere un'attività separata ed esterna, limitata alla segnalazione degli errori presenti negli elaborati prodotti dagli studenti, essa è inserita nel divenire del testo stesso. Prende sempre più corpo un approccio nuovo, basato su draft multipli, tempi di incubazione, ristrutturazioni suggerite dall'insegnante nell'immediato, durante il processo di scrittura, e a distanza di giorni.
Le possibilità di pianificazione (attraverso l'outliner), le facilitazioni nelle fasi della revisione e le possibilità di manipolazione offerte dal calcolatore potrebbero rinnovare profondamente la didattica della scrittura, superando ad esempio la concezione lineare e la chiusura statica della dicotomia "brutta - bella copia".
Occorre tuttavia accennare ad un limite relativo all'uso delle nuove tecnologie nella didattica. Ciò che si vede a video, ad esempio, è una porzione limitata del testo. Il rischio è che lo scrittore, soprattutto se inesperto, intervenga in modo eccessivo con correzioni su aspetti parziali, perdendo di vista la coerenza globale del discorso. E' per questa ragione che è preferibile attuare la revisione sia a video sia a stampa.
Un percorso consapevole di scrittura sa (o dovrebbe saper) suggerire quando è opportuno utilizzare gli strumenti tradizionali e quando è più agevole avvalersi degli strumenti informatici