ecologia e ambiente - i bambini, l'urbanistica, la comunicazione, l'informatica,
la partecipazione e qualcos'altro……..

I bambini, l'urbanistica, la comunicazione, l'informatica,
la partecipazione e qualcos'altro……..
di Guido Morandini
responsabile dell'Ufficio
Piano Regolatore per le Bambine e i Bambini
L'Urbanistica è cosa da grandi. Prima che di competenze bisogna parlare di grandezze. Avere la percezione della città, di un territorio nella sua globalità è un problema di altezza, di spostamento, di relazione. Un problema di scale.
I bambini sono bassi, si spostano poco e non sono autonomi. Non possiedono la nozione di città. Neanche la metafora del labirinto funziona. Il bambino motorizzato da una madre-taxi ha una idea di città fatta di svolte a destra e a sinistra dopo un percorso diritto. I piccoli cittadini descrivono il loro quartiere per punti isolati, una specie di casa fatta di stanze-funzioni: l'aula scolastica, l'area gioco del parchetto, la palestra, la gelateria, la vetrina dei giocattoli… mancano i collegamenti, i corridoi che uniscono gli spazi dell'appartamento urbano. E' scomparsa la strada.
Viene meno nel bambino la capacità di costruire a poco a poco il senso dell'ambiente urbano. Un insieme di osservazioni, percezioni che la strada produce attraverso le relazioni sociali, l'incontro con le differenze prodotte dalla cultura urbana, l'avventura di misurarsi con il non familiare, ma soprattutto la possibilità di comunicare con il mondo esterno.
La strada per il ragazzino si è spostata altrove, è diventata virtuale. Costretto a casa il bambino metropolitano sviluppa la propria esperienza attraverso i media. Ottimizza ciclo produttivo scegliendo e consumando prodotti direttamente dallo schermo video, indirizza e modernizza la macchina educativa riportando a scuola modelli e comportamenti costruiti interagendo con la televisione e i videogiochi.
Insomma il bambino occidentale urbanizzato è un lavoratore al pari dei grandi, ma a differenza degli adulti non è visibile e non gli è riconosciuto questo status sindacale.
In questi anni le Amministrazioni Comunali si sono attivate per riportare il tema dell'infanzia al centro dell'interesse della politica cittadina. Sono sorti Assessorati e strutture specifiche che hanno programmi indirizzati a rendere sostenibile lo sviluppo urbano con la crescita dei bambini.
I limiti che alcune di queste nuove strutture cercano di superare è la concezione ancora esistente del minore centrata su un discorso assistenziale e di tutela, senza riconoscere a pieno le capacità di autonomia e di scelta che possono avere i ragazzini di oggi.
Sono sorte in molte città d'Italia strutture in cui i bambini sono messi al centro di dinamiche partecipative per la progettazione di spazi aggregativi, di percorsi pedonali protetti, di aree di gioco ed altro.
Il campionario progettuale di queste iniziative proviene in parte dalla didattica scolastica, da esperienze di singoli operatori e da modelli importati da altri paesi.
Non si sottrae dall'indirizzo generale l'Ufficio costituito all'interno del Dipartimento alle Politiche del Territorio del Comune di Roma definito: Piano Regolatore per le Bambine e i Bambini (PRB).
L'Ufficio lavora per introdurre nel Nuovo Piano Regolatore della Capitale aspetti e normative che tengano conto già in fase di pianificazione urbana delle esigenze dei piccoli cittadini.
Nello svolgere questo compito è sorta la necessità di sviluppare un'azione di conoscenza, che permetta ai progettisti e agli amministratori della città di acquisire la visione che hanno i ragazzi dell'ambiente che vivono e non vivono.
Il PRB nel progettare innovative azioni partecipative che coinvolgano i bambini nello studio e nella progettazione del loro intorno territoriale, utilizza anche i nuovi linguaggi della comunicazione informatica e audiovisiva, a cui i ragazzini di qualsiasi provenienza e ceto sociale accedono con competenza, velocità e creatività.
Il limite maggiore è il fatto che un'Amministrazione pubblica contempla tempi di realizzazione dei progetti che superano il periodo di permanenza nell'età infantile. Il bambino che partecipa oggi all'ideazione di un intervento urbano per migliorare la propria vita in città, vede - e si è ottimisti - la realizzazione concreta in uno stadio della sua esistenza quando altre sono ormai le sue esigenze.
I tempi lunghi tra la proposta del bambino e la realizzazione dell'istituzione possono essere invece utilizzati per svolgere un'attività comunicativa, in modo che il primo possa veder veicolato il proprio messaggio e il secondo lo possa recepire quasi in tempo reale.
Il PRB ha attivato dal 1997 una serie di laboratori in alcune scuole della periferia romana tutti inseriti nell' "Osservatorio delle Trasformazioni Urbane Viste dai Ragazzi", che forniscono immagini e informazioni sulla realtà dei quartieri in cui l'Amministrazione Comunale ha in corso programmi di riqualificazione urbana.
Il lavoro consiste nel realizzare con i ragazzi una cartografia semplificata del quartiere che conservi una validità scientifica e quindi confrontabile con le tavole elaborate dai tecnici del Comune e che riproduca tutte le informazioni raccolte sul territorio leggibili ed interpretabili immediatamente da chiunque, grande e piccolo. Contemporaneamente il quartiere viene esplorato con telecamere e macchine fotografiche per documentare visivamente la realtà e le proposte dei bambini, e per poter mostrare ad altri, nell'ambito della scuola, della famiglia e del quartiere, quanto prodotto in materia di proposte urbanistiche viste dal basso.
Per raggiungere infine chi quotidianamente lavora alla costruzione della città reale e anche un pubblico interessato ma esterno al territorio comunale, occorre veicolare quanto prodotto con i diversi strumenti in un unico mezzo di comunicazione di facile utilizzo e consultazione.
Il PRB ha individuato nel programma elaborato dalla Lynx Citymap lo strumento informatico per rendere possibile la lettura del territorio fatta dagli Osservatori e visionabile (dal gennaio 99) sul sito internet del Dipartimento Politiche del Territorio del Comune di Roma .
Questo progetto, ancora in fase di sperimentazione, avrà uno sviluppo nei prossimi mesi quando potrà estendersi a molte parti della città e diventare un vero strumento interattivo capace di far dialogare due mondi diversi: quello dei bambini e quello dei progettisti della città.