Presentazione Ambiente e territorio Inviato Lunedì, 07 maggio 2001 ore 19:15:39
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E' difficile parlare di ambiente in termini generici. Soprattutto è difficile definire ciò che intendiamo con "ambiente". Probabilmente è più utile ragionare di ecologia della vita.
Non della vita intesa come ciclo dell'uomo, ma come insieme di organismi biologici
e non, di meccanismi sociali, di ambienti di lavoro, di territorio, di modificazioni
antropologiche, di sviluppo economico. E' più utile, cioè, ragionare in termini
interdisciplinari di tutto ciò che determina che gli ambienti, in cui siamo
immersi, siano sani o no, siano vivibili o no, diano gioia o angoscia.
Tracceremo di seguito alcuni dei temi che verranno trattati nei vari aggiornamenti
della rivista, a partire dalla consapevolezza che non si tratta solo di proteggere
l'ambiente, ma cosa ben più difficile, di appropriarsi degli strumenti necessari
a vivere bene. Inviteremo a contribuire esperti delle varie discipline connesse
all'ecologia della vita e associazioni che sono già attive in questa che consideriamo
una ricerca.
Informatica ed ecologia.
- Cercheremo di chiarire le possibilità che l'uso della tecnologia offre a
favore dell'ecologia della vita: approfondiremo come l'uso delle banche dati
e delle telecomunicazioni contribuiscono alla documentazione e diffusione
di informazioni relative all'ambiente.
- Esiste anche un problema di inquinamento determinato dai computer prima,
durante e dopo l'uso: i materiali con i quali sono costruiti sono difficilmente
riciclabili; le fabbriche che li costruiscono molto spesso inquinano l'ambiente
circostante; l'emissione di radiazioni dei monitor e di rumore delle apparecchiature
elettroniche non giovano certo alla salute di chi gli sta seduto davanti.
- Infine cercheremo di definire come dovrebbero essere i computer e i software
ecologici: ci occuperemo dell'ergonomia dell'hardware e del software e della
filosofia con cui sono costruiti i programmi.
Gestione del territorio.
Siamo abituati a pensare che la gestione del territorio sia appannaggio unicamente
degli enti e delle istituzioni politiche, dalla quale i cittadini sono costantemente
esclusi, o perlomeno sono esclusi dai processi decisionali e di sperimentazione.
Questa convinzione, o luogo comune, va sfatata una volta per tutte. La gestione
del territorio, deve riguardare tutti i cittadini, senza distinzione
di età, sesso, razza, religione, ecc. Pensiamo che vadano distribuiti
gli strumenti che permettono di condividere le informazioni, le simulazioni,
e infine le decisioni sul territorio. Soprattutto se pensiamo il territorio
come il luogo, o i luoghi, in cui si svolge la nostra vita, in cui lavoriamo,
giochiamo, impariamo, ci relazioniamo al mondo, è necessario che ciascuno si
appropri delle competenze e delle responsabilità necessarie a conservare (o
a far tornare) vivibile il proprio territorio.
Sviluppo sostenibile.
Lo sviluppo economico delle società contemporanee del nord del mondo ha portato,
secondo le statistiche ufficiali, notevole benessere, mediamente, a tutti i
cittadini di queste società.
Ma bisogna capirsi: che si intende per benessere. Molto spesso gli indicatori
che definiscono il benessere dei cittadini sono esclusivamente (o quasi) economici.
Il concetto di sviluppo sostenibile, pur tra diverse definizioni esistenti,
può essere definito come sviluppo che soddisfa le necessità della generazione
attuale senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare
le loro proprie necessità.
Per questo ricercatori e attivisti ecologisti stanno cercando di definire degli
indicatori che ridefiniscano il concetto di sostenibilità. D'altra parte sembra
evidente la difficoltà del nostro sistema economico a far quadrare i conti relativamente
alle questioni dell'equità e della sostenibilità. Entrambi hanno
a che fare con la distribuzione; l'equità: distribuzione dei beni nello spazio,
la sostenibilità: distribuzione di risorse nel tempo. E ovviamente le medie
non dicono abbastanza sulla distribuzione.
Torneremo su questo argomento fondamentale per ambientarsi.
Educazione Ambientale
L'importanza dell'educazione ambientale è ormai riconosciuta da tutti. Eppure
ancora non si fa abbastanza in questo campo. Certo la buona volontà di molti
professori che si impegnano nelle scuole è indiscussa, come pure le proposte
di molte associazioni ambientaliste (WWF
settore scuola) ma probabilmente manca ancora una certa organicità e chiarezza
di intenti nell'organizzare le attività che devono educare i ragazzi (e non
solo loro) al rispetto e alla conoscenza dell'ambiente, e dare le competenze
necessarie per contribuire alla gestione del territorio.
Probabilmente la strada da perseguire è quella di far partecipare i ragazzi
a tutte le fasi relative sia alla salvaguardia ed all'ampliamento delle aree
naturali protette che alla gestione degli ambienti in cui vivono. Si può pensare
ad attività che sviluppino l'attitudine dei ragazzi alla progettazione degli
spazi da vivere, ed alla condivisione di questi spazi con gli altri e conseguentemente
alla condivisione della progettazione. Evidentemente in questo quadro l'insegnante
non è la persona che trasferisce il proprio sapere ai discenti, ma è colui che
progetta insieme ai ragazzi, come uno di loro - magari con un po' più di esperienza
e di conoscenza -, il modo migliore di vivere lo spazio comune. Non è poco.
Per attivare processi educativi di questo genere è necessario un grande sforzo
da parte di tutti: insegnanti, studenti, amministratori pubblici.
Ecologia della mente
Il legame tra le attività dell'uomo e l'ambiente naturale nel quale tali attività
si manifestano è strettissimo. L'intelligenza dell'uomo è in grado di modificare
la natura in modo profondo, ma al tempo stesso l'ambiente naturale modifica
e condiziona fortemente lo sviluppo dei processi cognitivi propri degli esseri
umani. Le tematiche legate all'ecologia, intesa come attività che studia la
natura, e la psicologia, come scienza che studia i comportamenti e l'esperienza
umana nell'ambiente, sono strettamente connesse tra loro nella nostra concezione
di ecologia della vita. Allo stesso modo sono strettamente correlate
discipline quali Psicoterapia, Filosofia, Psichiatria, Biologia, Cibernetica,
Antropologia, Matematica, Sociologia. In sintesi ci piace pensare l'essere umano
e l'ambiente nel quale è immerso come una totalità, in cui non è possibile distinguere
i processi relativi al corpo, alla mente e alla natura, ma è possibile capirne
le relazioni e soprattutto capire come ogni cambiamento implica un cambiamento
complessivo del rapporto corpo-mente e natura.
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