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    II° Puntata Lessico di Base Pubblico
    Contributo di Marco Neri il Sabato, 16 giugno 2001 ore 13:46:47
    Spazio aperto Un racconto di Marco Neri



    III Millennio

    Italia, sul WEB

    Il Prof su http://www.onlynx.it/txt/sp-steve.html lesse:


    Lessico di base pubblico

    ......quel tale di Austin, Texas, registrò il nome di suo figlio Adam (r) e pretese che chiunque altro avesse voluto fare lo stesso avrebbe dovuto chiedergli l'autorizzazione.

    .... intervistato su un sito WEB francese, l'allora Ministro dell'Educazione .... rispose divertito che se si riconosceva la possibilità di possedere un nome proprio, tanto valeva, cominciare la compravendita dei nomi comuni, degli aggettivi e degli avverbi.

    La profezia involontaria si avverò nell'arco di pochi giorni.

    La Fiat comprò i termini dell'area semantica legata a veicoli e motori.... la Nestlé riuscì ad accaparrarsi un superlativo dal valore inestimabile come "buonissimo"....

    Il governo riuscì appena in tempo a decretare l'inalienabilità delle parti invariabili e di alcuni sostantivi, verbi ed aggettivi fondamentali....

    Un giovane ricercatore di Cambridge formulò un teorema che passò alla storia col suo nome. Di un testo di mille parole si può facilmente calcolare il costo approssimativo moltiplicando per mille il Costo Medio per Unità Lessicale...


    Firenze, primo pomeriggio

    Tornato a casa da scuola il Prof, secondo consuetudine, lesse la posta elettronica e tra l'usuale rumore di fondo notò due messaggi che avevano generato un certo seguito:


    ...Domani, impareremo ad usare gli strumenti della grafica e della
    comunicazione per immagini. Dove sta il problema?...



    ...Ma nessuno ha notato che la frequenza con cui gli studenti indicano e
    grugniscono senza spiccicar parola e` in clamoroso aumento ?...


    Da questa lettura intuì che poteva esserci una soluzione al problema delle parole sotto copyright:
    le icone (come ben sanno le culture orientali) ed i grugniti (come sanno i nostri studenti) potevano, se ben codificati, sostituire completamente la comunicazione scritta ed orale tradizionale.

    Quanti hanno detto: uno sguardo ben più eloquente di ogni discorso?

    E quante volte e' stato scritto che una immagine vale più di mille parole?

    Ma un istante dopo questi pensieri si rese conto che la soluzione era troppo semplicistica e, d'altra parte, non proponeva nulla di sostanzialmente innovativo; si rifaceva a schemi che erano il frutto della cultura tradizionale, occorreva invece che una mente ancora vergine potesse fornire il Kernel (nocciolo) di una idea rivoluzionaria.

    Firenze, tardo pomeriggio e notte

    " 'Un tu c'avresti mica ancora i dischetti dell'Apple II con i giochi Packman e .... come si chiamava? Sai, sono per i' mi' nipote."

    "Ci guardo, qualcosa deve essere rimasto" rispose il nostro Prof.

    La conversazione tra i due Prof prosegui' con discorsi infarciti di AD FF 10 (LDA $10FF) e cose simili (non fateci caso, sono codici del 6502 microprocessore dell'Apple II) e sui ricordi di quando i floppy erano da 5 "1/4 e contenevano 110KB.

    Tornato casa il Prof, che aveva alle spalle una lunga carriera di hobbista smanettone, fu accolto dai probelmi usuali che gli fecero scordare la conversazione intercorsa poco prima con il collega; la cosa pero' gli ritorno' in mente poco prima di coricarsi.

    Decise allora di verificare se possedeva ancora i dischi con i giochi richiesti.

    Cercò nella parte alta della libreria: il materiale vi era stato collocato con tecnica LIFO (Last In First Out, come in uno stack di un microprocessore), quindi l'ultimo elemento riposto era anche il piu' vicino da riprendere, mentre quello più vecchio era ovviamente il piu' lontano.
    Ritrovo' i dischi, ma ritrovò anche, con una piacevole sorpresa, un manuale giallo: l'aspetto gli risultò estremamente familiare ma si chiese cosa mai potesse contenere.
    Sfogliandolo si ricordò immediatamente: era il manuale del LOGO per l'APPLE II.

    Soddisfatto per i dischi ritrovati, si ripromise di portarli al collega, per il nipote, il giorno successivo

    Quella notte sognò.
    Sogno' la tabella che riuniva tutte le istruzioni del 6502 con tutti i modi di indirizzamento, i piedi dell'integrato gli risultavano chiarissimi nella loro nomenclatura e funzione, tutte le principali chiamate al Monitor scritto nelle Eprom (il sistema operativo all'epoca si chiamava monitor ed era scritto in memorie di sola lettura) erano in fila con la descrizione della loro funzione, sogno' le tecniche di paginazione per poter indirizzare piu' memoria di quanto non fosse possibile dal microprocessore, sogno'........

    Improvvisamente il libro giallo si presentò all'appello: era aperto a pag 157 e in mezzo troneggiava la parola PIGLATIN con sottostante un programma in LOGO.

    Sogno' allora di digitare su www.altavista.com la parola PIGLATIN.
    Gli venne restituita la seguente spiegazione:
    Tanti anni fa ciascun bambino imparava un linguaggio "segreto" non troppo segreto chiamato PIGLATIN. Ecco come funziona.
    Per ciascuna parola prendi tutte le consonanti all'inizio (fino alla prima vocale) e spostale alla fine della parola. Poi aggiungi "ay" alla fine del tutto. Cosi' "ciao" diventa "iaocay".

    Fu un lampo: in una frazione infinitesima di tempo tutto gli fu immediatamente chiaro: vide le parole brevettate, i grugniti, i ragazzi, la comunicazione verbale e non, l'Apple II, il Logo, erano riuniti in un unico oggetto di cui lui possedeva la chiave e, sotto qualunque lato lo si guardasse, era LA SOLUZIONE al problema.
    Fu questione di istanti: leggere la procedura scritta in logo e comprenderne pienamente la struttura, capire la funzione delle singole istruzioni e rendersi conto della portata epocale di una tale soluzione.
    La lingua naturale dei singoli popoli poteva essere tradotta in PIGLATIN
    Niente di tutto ciò sarebbe stato messo sotto copyright: il Logo era già disponibile in molte versioni con licenza Open Source, il PIGLATIN era stato dimenticato ed essendo considerato un linguaggio da bambini, non gli era stato attribuito alcun valore commerciale.
    La mattina seguente, per conto di tutti i Bambini del Mondo, avrebbe emesso una licenza Open Source sul PIGLATIN.
    In conseguenza di questi eventi ci fu una enorme attività che portò le principali università americane a studiare il problema dell'integrazione del PIGLATIN con il WEB; si studiarono programmi in Java (il linguaggio di programmazione per il WEB) per la traduzione simultanea dal linguaggio naturale in PIGLATIN.
    Ma tutto ciò non fu che un momento di transizione, a vantaggio solo delle vecchie generazioni ancorate alla lingua tradizionale (come lo furono alle Lire per molti decenni ancora dopo l'Europa Unita e l'introduzione dell'Euro quale moneta unica), perché le nuove generazioni appresero direttamente il PIGLATIN e non utilizzarono mai i programmi di videoscrittura come quello che sto utilizzando adesso (che é un pezzo di storia), chidendosi quale fosse lo scopo della voce "Budget > Limit" sotto il menu File.

    Solo dalla ingenuità di un bambino e da una tecnologia così povera da essere dimenticata da tutti poteva scaturire una soluzione che andasse oltre tutti i disegni stategici di chi voleva mettere sotto copyright un patrimonio dell'umanità.

    iaocay aay uttitay

    arcoMay

    Procedura per tradurre una parola in PIGLATIN, tratta dal libro di Brian Harvey http://http.cs.berkeley.edu/~bh/, Computer Science Logo Style, Intermediate Programming

    TO PLWORD : WORD
    IF VOWELP FIRST :WORD [OUTPUT WORD :WORD "AY]
    OUTPUT PLWORD WORD BF :WORD FIRST :WORD
    END


     
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